martedì 16 giugno 2020

GLI ESAMI AI TEMPI DELLA PANDEMIA


Noi studenti, universitari e non, ci troviamo per la prima volta nella vita a dover sostenere ed affrontare esami, verifiche, interrogazioni, in modalità online. 
La maggior parte dei professori, al momento, sfrutta la piattaforma WebEx per permettere il superamento dell'esame tramite un colloquio orale; molti sono infatti i corsi che, a differenza del passato, hanno preferito cambiare le modalità di verifica dell'apprendimento da scritte ad orali. Ricordiamo che nel corso dello svolgimento del colloquio è richiesta la presenza di un altro professore e la presenza di un testimone, come avveniva in periodo di "non-pandemia". 
Non per tutti gli esami è stato possibile adottare la modalità orale; vuoi per la materia trattata, vuoi per il numero elevato di iscritti o per il volere del singolo professore, gli scritti anche in emergenza da Covid-19 sembrano non aver abbandonato UNITO. 
Inutile sottolineare le problematicità del sostenere uno scritto a distanza. Le possibilità per gli studenti di ricevere un piccolo "aiutino" esterno, inutile nasconderlo, sono concrete. Nonostante questo crediamo che, soprattutto per quanto riguarda il mondo universitario, i metodi da Grande Fratello per controllare secondo per secondo dove lo sguardo del candidato vada a posarsi siano assolutamente eccessivi. È giusto garantire il regolare e serio svolgimento dell'esame in modo da non fare perdere credibilità all'istituzione universitaria, ma ciò non deve scadere in ridicoli controlli degni della scuola elementare in cui il rapporto di fiducia tra studente e professore viene completamente sminuito. Critichiamo in particolar modo certe usanze che si concretizzano nel riprendere per intero la propria camera prima di sostenere la prova che, oltre ad essere a mio parere fuori luogo, costituiscono anche un principio di violazione alla riservatezza di  ciascun studente. Verosimilmente qualche persona poco corretta che approfitterà della situazione per trarne vantaggio con disonestà sempre esiterà. Ciò non è tuttavia sufficiente a demonizzare l'intera classe degli studenti universitari adottando metodi e mezzi che farebbero invidia alla CIA o al KGB ai tempi della Guerra fredda.
È doveroso però ribadire che fortunatamente solo una minima parte dei corsi presenta queste criticità.
Vogliamo concludere con questo consiglio rivolto al mondo accademico torinese: sarebbe opportuno cogliere quest'occasione per provare a cambiare il sistema puramente nozionistico tipico dell'istruzione italiana magari assegnando, soprattutto negli ultimi anni di corso e specialmente nei Corsi di Laurea magistrale, più tesine, progetti e approfondimenti in sostituzione al tradizionale esame. In questo modo, oltre ad aumentare interesse e partecipazione, verranno potenziate abilità essenziali per un futuro inserimento nel mondo del lavoro: capacità di ricerca, analisi e sintesi, autogestione del lavoro da portare a termine nei tempi e nelle modalità previste, lavoro di squadra e capacità di 'leadership', attitudine al parlare davanti a un pubblico più o meno esperto presentando in modo chiaro e critico i risultati del proprio lavoro.
Buona sessione esami a tutti, la redazione.