lunedì 29 aprile 2019

Vita a Palazzo Nuovo. Parte 1



Sono ormai quasi due anni che spendo buona parte del mio tempo settimanale a Palazzo Nuovo, sede nella quale, più o meno convinto, ho deciso di frequentare il corso di laurea in scienze della comunicazione. A questo punto probabilmente molti di voi staranno sicuramente sogghignando e penseranno: “Ecco l'ennesimo universitario senza voglia di studiare che sceglie ,giusto per non rimanere nullafacente, di laurearsi in scienze delle merendine”. Ebbene non nego che ci sia un fondo di verità in queste parole sentite pronunciare un giorno si e l'altro pure nei confronti di quei poveretti che inconsapevolmente hanno optato per il mio stesso percorso di studi. Nonostante l'entusiasmo iniziale fosse molto , presto  io così come molti altri sono stato inghiottito dai ritmi universitari della maggioranza dei frequentanti e sicuramente le strutture non eccezionalmente avanzate della sede non hanno migliorato questo inevitabile processo. Per esempio all'interno delle aule è quasi scontato quanto la vittoria dello scudetto da parte della Juventus che ogni giorno si rompano delle sedie costringendo alcuni studenti ad accamparsi per terra o sulle scale pur di seguire le lezioni ed aspettare come avvoltoi che si liberi un posto, possibilmente stabile ( il che non è scontato). Tralasciando le temperature delle aule che oscillano da un caldo tropicale di alcune ad un freddo glaciale di altre, la voglia di prendere un buon caffè e qualcosa da mangiare è tanta ma non esiste all'interno di Palazzo Nuovo un bar che possa soddisfare i bisogni primari di uno studente universitario. Sparse più o meno in molte aree dell'edificio vi sono delle macchinette erogatrici di merendine/ caffè a prezzi contenuti per la gioia degli studenti però molto spesso o sono guaste o vi sono code interminabili tanto che, a confronto,  un qualsiasi ufficio postale di sabato mattino sembra vuoto. Per dimenticare i dissevizi gentilmente offerti dall'Università capita di rinchiudersi nel posto più intimo che qualsivoglia edificio ha : il bagno. In questo luogo tanto fondamentale quanto sottovalutato ci si reca oltre che per le immancabili esigenze fisiche anche per brontolare con se stessi a riguardo delle questioni sopracitate ma ci si finisce per passare 'dalla padella alla brace'. Una una buona parte delle turche presenti  è guasta o nel migliore dei casi ai limiti dell'intasamento  rendendo di fatto complicata anche una delle più banali azioni quotidiane. Chi 'vive' a Palazzo Nuovo purtroppo ci ha quasi fatto l'abitudine tanto da stupirsi  di quando  tutto ciò che dovrebbe funzionare effettivamente funziona. In conclusione, si può certamente affermare ( senza cadere dalla sedia) che chi 'vive' a Palazzo Nuovo sia ormai abituato ai vari malfunzionamenti  presenti tanto da non farci quasi più caso e a questo punto la domanda sorge spontanea:"Ma quando avremo un Palazzo Nuovo realmente nuovo?".

Fabio Zaccaria