mercoledì 17 aprile 2019

"Fuori i privati dall'Università!". Ma poi ci ripensano





Ieri si è tenuta presso la sala lauree Rossa Grande del Campus Luigi Einaudi la riunione del Consiglio di Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti de Martiis”. 
Tutti i punti all’ordine del giorno sono stati approvati all’unanimità, tra i più importanti troviamo: l’attestazione del bilancio relativo all’anno 2019; vari provvedimenti relativi alla didattica, come l’approvazione del calendario accademico, la nomina della componente studentesca in quota Eco e Statistica nella commissione didattica paritetica di scuola e il riconoscimento dei CFU relativi alle tesi svoltesi all’estero. 



Il punto più interessante, però, è la ratifica di un accordo tra l’Università di Torino e la multinazionale statunitense General Motors, la quale si è impegnata a stanziare una cifra di poco superiore ai 90.000 dollari per finanziare alcuni progetti di ricerca dell’Ateneo. Come precedentemente specificato, tutti i punti sono stati approvati all’unanimità, compreso quest’ultimo, nonostante vi fossero tra i votanti anche i rappresentanti di Studenti Indipendenti, che in più di un’occasione hanno apertamente osteggiato le collaborazioni di privati all’interno dell’Università.

Noi abbiamo votato favorevolmente, perché siamo d'accordo ad un intervento privato mirato a collaborazioni specifiche su determinati progetti, come quello appena approvato, in quanto se il privato entra come collaboratore e finanziatore di attività utili alla ricerca accademica, o allo sviluppo professionale degli studenti, pensiamo che sia il benvenuto e che sia un valore aggiunto.

Siamo certi che quella di Studenti Indipendenti non possa esser stata una semplice svista o una disattenzione, sapendo come gli Indipendenti siano molto attenti a spulciare ogni minimo bando o progetto, e che la decisione di appoggiare questo accordo sia maturata da una precisa valutazione delle specificità del caso in esame, tuttavia non possiamo non domandarci quale sia il significato e la portata di questo repentino cambio di atteggiamento, dopo mesi interi di instancabili crociate ideologiche volte ad impedire rapporti di questa natura nell'Ateneo. 

Com'è possibile fare una campagna elettorale ed una mobilitazione politica di un certo tenore e, poi, votare l'esatto contrario? La nostra posizione è sempre stata chiara fin da principio, riteniamo disonesto farsi eleggere con determinate promesse e poi votare l'esatto contrario.

Studenti Indipendenti, quindi i privati in Università vanno bene oppure decidete in base a come tira il vento? 

Davide Negro