martedì 16 ottobre 2018

Medicina: via il test oppure no?

È la mattina del 16 ottobre quando nel comunicato stampa pubblicato dal sito della presidenza del Consiglio dei ministri si legge dell’abolizione del numero chiuso per l’ingresso alla facoltà di Medicina.
Verso mezzogiorno il ministro all’Istruzione Bussetti e la collega Grillo fanno un altro comunicato stampa, in cui non affrontano in modo diretto il provvedimento, ma si limitano ad annunciare che hanno richiesto un aumento degli accessi e delle borse per le specializzazioni di Medicina. I ministri proseguono il loro comunicato scrivendo che “ si tratterà di un percorso per gradi che inizierà già quest’anno, ma non consisterà in un’abolizione completa”.
Da questo documento emerge una contraddizione con il primo comunicato del Governo dove sembra esserci un’apertura a tutti i candidati.
Passa un’altra mezz’ora e la presidenza del Consiglio si esprime nuovamente con quella che appare come una parziale marcia indietro, scrivendo infatti che “si prevede un percorso graduale di aumento dei posti disponibili, fino al superamento del numero chiuso”.
Quanto sembrava certo nel comunicato della mattina, è in realtà un progetto che avrà bisogno di anni per essere portato a compimento.
L’effetto di un tale cambiamento sull’organizzazione delle Università sarebbe dirompente, infatti quest’anno su 67mila candidati sono passati in 10mila, ovvero coloro che hanno superato il test e sono entrati nel numero chiuso.
Far entrare tutti i candidati comporterebbe uno sforzo organizzativo incredibile agli atenei, e il problema non si limiterebbe alle aule dove si svolgono i corsi, ma andrebbe riorganizzata tutta la didattica, provvedimento che richiederà fondi extra.
Ammettere tutti a Medicina senza aumentare le borse di specializzazione (quest’anno ne sono state bandite 7mila, a fronte di 10mila laureati) non servirebbe a far crescere il numero di specialisti pronti ad entrare in ospedale o a diventare medico, in quanto l’imbuto si trova appunto nelle scuole di specializzazione.
Abolire il numero chiuso per la facoltà di Medicina non può quindi essere vista come la soluzione al problema della mancanza di camici bianchi che sta colpendo il nostro paese.

La Redazione