martedì 25 settembre 2018

Trovare un alloggio a Torino: mission impossible?


Oggetto di autoironia in moltissimi video virali sul web, ma anche oggetto del tipico riso pirandelliano che ben presto si trasforma in qualcosa di amaro: gli studenti fuori sede che, dalla fine di agosto, iniziano la tradizionale caccia agli appartamenti grandi il giusto per farci entrare libri, scatoloni e possibilmente un coinquilino con cui dividere le spese.

Ecco il primo punto della nostra indagine: quanto spende mediamente uno studente per una stanza o un appartamento in affitto?
Per scoprirlo è sufficiente farsi un giro sul sito cercoalloggio.com dove troviamo soluzioni abitative nelle vicinanze dell’Università che possono sfiorare i mille euro mensili da dividere con due o tre colleghi abbienti, anche se a Torino vi è un calo di richieste di triple in favore dei monolocali, che in ogni caso si aggirano tra i 400 e i 600 euro. I prezzi invero calano notevolmente in relazione alla lontananza rispetto agli atenei, dove comunque bisogna tenere conto del problema trasporti, in termini sia di tempi che di costi, a tal proposito si rinvia al nostro articolo sulle nuove tariffe GTT
Ora, di fronte a dati simili si può reagire in due modi: o festeggiando insieme ai più ottimisti che sottolineano il calo delle tariffe di circa il 5% in controtendenza con il resto d’Italia in cui si registrano aumenti del 4% oppure facendo notare che in ogni caso i costi da affrontare rimangono ingenti a fronte di aiuti economici scarsi.

Dunque, malgrado l’aumento dell’offerta abitativa, che consegue alla crescita delle immatricolazioni, non si può non dare rilievo a ciò che proprio non va. In primis la scarsità dei posti letto nelle residenze pubbliche e come contraltare il permanere del caro affitti per le abitazioni messe a disposizione dai privati.
Come se non bastasse, si è assistito alla scelta delle università torinesi di non contribuire più, tramite bandi di concorso, al portale “cercoalloggio”, servizio gratuito sperimentale di Edisu che facilita il contatto tra studenti fuori sede e locatori, sportello al quale solo l’anno scorso si sono rivolti più di tremila ragazzi.

Se siete studenti universitari e vi apprestate a cercare ‘’casa in affitto’’ a Torino potrebbe essere utile inoltre conoscere alcune informazioni sulle norme che regolano i contratti di locazione.

Nel nostro ordinamento i contratti di locazione vengono regolari dall’art. 1571 e dalla legge 1998 n.431. Nell'ambito di questa categoria di contratti la legge prevede delle specificità per il contratto rivolto a studenti universitari. Questo tipo di contratto ha una durata minima di 6 mesi e massima di 36 mesi e può essere sottoscritto solo da studenti fuori sede.

Gli studenti affittuari sono in solido responsabili, cioè devono pagare il canone e gli oneri condominiali fissati dal contratto di locazione, anche nel caso in cui uno di loro receda dal contratto anticipatamente. In tal caso, può essere sostituito con un altro studente, che subentra in tutto al contratto in corso. Gli altri inquilini sono tenuti a comunicare le generalità del subentrante al proprietario; egli provvederà poi alla comunicazione dei dati all' autorità di pubblica sicurezza.

Ecco invece le condizioni necessarie all'abitabilità della casa:

- La normativa vigente prevede un certo rapporto tra aperture esterne e grandezza della camera affinché sia garantita la giusta illuminazione ed aerazione;
- È necessario che gli impianti elettrici siano sottotraccia e dotati di sistemi salvavita per evitare situazioni pericolose;
- Le caldaie a gas devono trovarsi all'esterno o, se al chiuso, in ambienti o molto aerati o dotati di un impianto di aspirazione;
- Ai proprietari compete tutta la manutenzione eccezion fatta per quegli interventi dovuti a danni causati dagli inquilini

Gli studenti affittuari sono in solido responsabili, cioè devono pagare il canone e gli oneri condominiali fissati dal contratto di locazione, anche nel caso in cui uno di loro receda dal contratto anticipatamente. In tal caso, può essere sostituito con un altro studente, che subentra in tutto al contratto in corso. Gli altri inquilini sono tenuti a comunicare le generalità del subentrante al proprietario; egli provvederà poi alla comunicazione dei dati all' autorità di pubblica sicurezza.

Allo stato attuale, comunque, emergono grandi difficoltà da parte di uno studente comune, con una famiglia normale, far fronte a tutte le spese necessarie per locare un appartamento senza il contributo dell'EDISU con le sue stringenti fasce.

Occorrerebbe una maggior determinazione nella richiesta sacrosanta di assegnazione di maggiori fonti al diritto allo studio.

Redazione

martedì 18 settembre 2018

GTT per gli studenti è fuori servizio



Dal primo luglio si è verificato un radicale cambiamento riguardante le tariffe dei mezzi pubblici a Torino.
Sono spariti i biglietti cartacei, sostituiti ora da ticket che verranno caricati sulle tessere elettroniche (e il loro prezzo è aumentato da 1,50 euro a 1,70 euro); sono stati cancellati i carnet da 15 viaggi e introdotti al loro post i Daily (giornaliero, al prezzo di 3 euro) e il Multidaily (valido per 7 giorni non consecutivi, che costerà 17.50 euro) e infine sono stati introdotti gli abbonamenti per gli studenti in base al reddito Isee, ed è variata anche la durata degli stessi, infatti non esisterà più quello da 10 mesi, ma soltanto quello da 12 mensilità.



Questi cambiamenti riguarderanno principalmente il mondo universitario, infatti fino all’anno scorso uno studente iscritto all’Università o al Politecnico pagava l’abbonamento alla zona U (urbano) 176 euro, avendo un consistente ribasso rispetto al prezzo pieno. Dal prossimo anno, invece, ci sarà una tariffa unica per tutti i giovani sotto i 26 anni, universitari e non, al costo di 258 euro.



È sì vero che si può ricevere ricevere uno sconto sul prezzo iniziale di 258 euro, presentando una certificazione Isee valida; tuttavia ci sembra che questa riduzione, quasi insignificante, resa disponibile per le fasce più basse non giustifichi l’aumento significativo del prezzo dell’abbonamento per tutti gli altri studenti. Così come, a nostro avviso, neanche l’includere nel nuovo abbonamento giovani il vecchio urbano + suburbano (non essendoci più distinzione tra le zone), dando a tutti, anche a chi non ne ha bisogno, questa tipologia di abbonamento, non è un valido motivo per giustificare l’aumento dei prezzi.



La possibilità di muoversi per una città come Torino dovrebbe essere garantita, a condizioni vantaggiose, per tutti gli studenti universitari; sembra invece che l’unico interesse della GTT sia quello di aumentare i prezzi senza garantire un servizio di livello adeguato.
Prendiamo atto di questo cambiamento e vedremo cosa succederà, sperando in una soluzione sensata e che possa accontentare gli studenti.

Redazione